Tumori testa e collo: lo smog tra i principali fattori di rischio

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Con il termine “tumori della testa e del collo” si intendono i tumori che originano dalle cellule di organi quali: bocca, laringe, faringe, cavità nasali e paranasali, ghiandole salivari. È il settimo cancro più comune in Europa. Solo nel 2020 in Italia sono state 9.900 le persone a cui è stato diagnosticato un tumore cervico-cefalico e 4.100 quelle decedute per questa malattia.

“L’organo che viene colpito più frequentemente è la laringe – spiega il prof. Daniele Marchioni Direttore dell’ORL dell’AOU di Modena – seguito dal cavo orale e dalla faringe. Importanti fattori di rischio sono il consumo frequente di alcol e tabacco, oltre che l’infezione da HPV. I trattamenti a nostra disposizione che hanno portato la sopravvivenza media a 5 anni nel 60% circa dei casi, hanno la massima efficacia se la malattia viene individuata con anticipo.”

Il prof. Marchioni è intervenuto a margine del grande successo dell’edizione modenese della Make Sense Campaign, sugli screening gratuiti per la prevenzione dei tumori testa e collo, organizzata dai professionisti della S.C. di Otorinolaringoiatria e del PDTA Testa-Collo, insieme alla LILT di Modena e a La Nostra Voce. L’iniziativa ha riscontrato una adesione molto alta confermando il messaggio sull’importanza della prevenzione.

“Credo che questo risultato derivi anche dal periodo pandemico che ci siamo lasciati alle spalle. Tantissime persone, infatti, ci hanno ringraziato per il servizio che abbiamo offerto, in quanto è stato difficile in questi ultimi anni accedere alle visite specialistiche. A questo proposito è utile ricordare che questo tipo di iniziativa serve a promuovere la prevenzione e quindi l’attenzione ai sintomi, per una specifica grave patologia. È capitato che qualche cittadino si sia rivolto al camper chiedendo visite che otorinolaringoiatriche di controllo che, ovviamente, non è stato possibile fornire per non togliere spazio ai pazienti davvero interessati allo screening”. Ha affermato il Presidente delle Associazioni Claudio Dugoni.

Tra i più importanti fattori di rischio dell’insorgenza dei tumori testa-collo oltre al fumo, dieta alcol e l’infezione da HPV, è da poco tempo che si sta facendo strada l’ipotesi del ruolo significativo dello smog.

Ad aggiungere nuove evidenze all’ipotesi dell’esistenza di un legame tra smog e tumori testa-collo è uno studio del Rush University Medical Center di Chicago, presentato al meeting annuale dell’American Head and Neck Society.

Nel nuovo studio i ricercatori hanno incrociato i dati del registro tumori dell’Illinois, relativi al periodo che va dal 2014 al 2018, con i codici postali di residenza dei pazienti con tumori testa-collo. Per determinare il livello d’inquinamento delle singole aree i ricercatori hanno utilizzato le mappe dell’Agenzia per la protezione ambientale americana. I risultati hanno mostrato un rischio 2,5 volte maggiore di tumori testa-collo, in particolare del cavo orale e faringeo, nelle persone con un’età superiore ai 65 anni, residenti nelle aree con alti livelli di particolato diesel sprigionato in gran parte dal traffico. In Italia sono 57.900 le persone che convivono con una diagnosi di tumore testa-collo (36.100 uomini e 21.800 donne). Tali tumori si confermano più frequenti negli uomini con oltre 65 anni d’età, con un tasso di mortalità in riduzione ma ancora elevato.

“Non si tratta del primo studio sull’argomento – spiega Stefano Bondi, direttore dell’unità operativa di otorinolaringoiatria dell’Istituto Candiolo di Torino -. L’inquinamento atmosferico e le polveri sottili sono stati già inseriti tra le sostanze di classe I, ossia cancerogene, mentre uno studio tedesco del 2018 condotto in Sassonia su 2 milioni di persone esposte a livelli crescenti di inquinamento ha ipotizzato un incremento del rischio relativo del 53% per lo sviluppo di tumori di bocca e gola”.

“I tumori testa-collo sono fortemente invalidanti, ma anche ad alto impatto emotivo perché possono compromettere, non solo funzionalità importanti come masticazione, deglutizione e voce, ma anche – continua l’esperto – l’immagine di sé. Per questo è importante dare a questi pazienti prospettive terapeutiche innovative. Grazie alle nuove tecniche chirurgiche e tecnologie di cui l’Istituto Candiolo rappresenta un esempio d’eccellenza in Italia e all’estero, è possibile intervenire con grande precisione senza compromettere le strutture nervose prossime, preservando in questo modo le funzioni potenzialmente coinvolte come voce e masticazione. Resta tuttavia vero che oltre la metà dei casi vengono diagnosticati in fase localmente avanzata o già metastatica, per la scarsa conoscenza dei sintomi, come ad esempio raucedine protratta per più di 3 settimane, ulcere nella bocca che non si rimarginano, dolore a gola e tumefazioni al collo. Ma i trattamenti, specialmente quello chirurgico, hanno maggiori probabilità di successo quando il tumore si trova allo stadio iniziale”.

Fonte: Health Online

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