Cancro gastrico: un innovativo studio italiano riscrive il sistema di riferimento mondiale

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Si chiama NOMOGAST e apre nuovi scenari nelle scelte terapeutiche per prevenire il decorso del cancro gastrico.

L’innovativo studio italiano multicentrico coordinato dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena riscrive il sistema di valutazione della sopravvivenza e della prognosi dei pazienti operati per cancro gastrico.

La Struttura Complessa di Chirurgia Generale d’Urgenza e Oncologica dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e la Struttura Complessa di Oncologia Medica, diretta dal prof. Massimo Dominici, hanno realizzato, in collaborazione con la Chirurgia Generale e Terapie Oncologiche Avanzate dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, e con la Divisione di Oncologia dell’Ospedale di Cremona, il primo studio italiano per valutare l’impatto di un nuovo nomogramma, denominato NOMOGAST (Nomogramma Gastrico)nei confronti del TNM (Tumore, Linfonodi, Metastasi a distanza), sistema di riferimento mondiale per la stima della sopravvivenza, nella prognosi di pazienti operati per cancro gastrico.

Lo studio, tra i primi autori il dott. Massimiliano Salati, specialista dell’Oncologia Medica, ed il dottor Nicola De Ruvo, specialista della Chirurgia Generale d’Urgenza ed Oncologica del Policlinico, che ha esaminato con innovativi ed avanzati criteri di Scienza Statistica oltre 300 pazienti, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Journal of Clinical Medicine”, ed è stato presentato al Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Oncologica che si è tenuto a Siena dal 25 al 27 settembre.

“Il nomogramma – spiega il dottor Massimiliano Salati – non è altro che una rappresentazione grafica di una formula matematica che, comprendendo diverse variabili, produce una stima individuale di un determinato evento clinico. Nello specifico, il NOMOGAST incorporando variabili che riflettono le condizioni generali del paziente (Performance Status sec. ECOG), le caratteristiche clinico-patologiche di malattia (presenza di angioinvasione e stato dei linfonodi loco-regionali) e la fitness del sistema immunitario (rapporto neutrofili/linfociti, NLR), ha dimostrato di poter predire con accuratezza il rischio personale di recidiva e morte nel paziente sottoposto ad intervento chirurgico per carcinoma gastrico. La rilevanza di questo strumento clinico risiede nella semplicità d’uso, nello sviluppo e validazione in oltre 300 pazienti, e soprattutto nell’aver dimostrato una migliore stratificazione prognostica rispetto al convenzionale sistema di stadiazione TNM. Dunque, in mancanza di robusti biomarkers predittivo-prognostici, il NOMOGAST potrebbe risultare utile nell’assistere il team onco-chirurgico nelle decisioni terapeutiche prese sul singolo paziente con carcinoma gastrico operabile nella pratica clinica”.

Lo studio ha visto la collaborazione multidisciplinare di oltre 20 Specialisti di Modena, Cremona e Forlì, ed è durato quasi 3 anni fra ideazione, presentazione, raccolta dati, elaborazione dei dati e stesura della pubblicazione finale. Il gruppo di Modena ha diretto tutte le fasi dello studio.

“Le nostre collaborazioni con gruppi regionali, nazionali e anche internazionali con Centri ad alto volume di chirurgia oncologica che trattano il cancro gastrico ci stanno permettendo di raggiungere risultati sempre più importanti da un punto di vista scientifico ed operativo per questi nostri pazienti – aggiunge il dottor Nicola De Ruvo – Anche questa volta un nostro innovativo studio multicentrico ha dimostrato, per la prima volta in Italia, che il NOMOGAST è più importante di altri fattori di grave rischio, come lo stage tumorale o il coinvolgimento linfonodale per la sopravvivenza nei pazienti con cancro gastrico operati in maniera radicale. I nostri prossimi obiettivi innovativi sono la realizzazione di altri studi multicentrici, alcuni anche finanziati e già avviati, l’avvio del programma di Chirurgia robotica del cancro gastrico e l’implementazione di un percorso di cura per i pazienti con cancro dell’esofago”.

Sono quasi 400 i pazienti trattati per cancro gastrico negli ultimi 10 anni al Policlinico, con una sopravvivenza media che va dall’80% a 5 anni per lo stadio IA, a meno del 20% per lo stadio IV. Nell’ultimo decennio i maggiori progressi sono stati determinati dall’uso estensivo della chirurgia mini-invasiva e della chirurgia demolitiva estesa nelle forme avanzate associata a trattamenti locoregionali, da farmaci chemioterapici più avanzati ed efficaci, dalle migliorate possibilità diagnostiche endoscopiche e radiologiche. La S.C. di Chirurgia Generale, d’Urgenza ed Oncologica con i suoi specialisti è parte proattiva nel G.I.R.C.G. – Gruppo Italiano Ricerca sul Cancro Gastrico – in numerosi protocolli multicentrici sul cancro gastrico.

“Il risultato di questo studio – commenta la prof.ssa Roberta Gelmini – è la dimostrazione di quanto sia fondamentale la gestione multidisciplinare del paziente oncologico ed in particolare quello affetto da neoplasia dello stomaco. Il complesso iter diagnostico-terapeutico e la multimodalità dei trattamenti – resezione endoscopica, chirurgia resettiva, chemioterapia sistemica, trattamenti locoregionali quali HIPEC e PIPAC – non possono prescindere dalla stretta collaborazione di tutte le figure professionali che intervengono nel processo di cura di questi pazienti. È proprio dalla fattiva cooperazione dei professionisti che nascono progetti di ricerca come questo che portano a risultati che possono incidere sulla pratica clinica quotidiana”.

“Attraverso una valutazione parametrica onnicomprensiva, semplice e rapida da ottenere, il NOMOGAST ha il potenziale di migliorare la rischio-stratificazione dei pazienti facilitando una sempre maggiore personalizzazione delle strategie terapeutiche”. Ha concluso il prof. Massimo Dominici.

Fonte: Health Online

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