Croce Rossa Italiana: una storia lunga 158 anni

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Ne parliamo con il vicepresidente Rosario Valastro

“Ogni persona ha una storia e a noi interessano tutte”. Questo il claim della campagna di Croce Rossa Italiana per la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa 2022, istituita l’8 maggio, in occasione della nascita del fondatore Henry Dunant. Lo ha fatto promuovendo l’ascolto con diverse iniziative che si sono svolte su tutto il territorio nazionale, dal 1 all’8 maggio, per celebrare il riconoscimento dell’enorme sforzo dei volontari, 14 milioni di volontari in tutto il mondo di cui oltre 150.000 nel nostro Paese, impegnati in prima linea nella lotta alla pandemia da Covid-19 e nella guerra in Ucraina, senza mai trascurare la funzione primaria dell’Associazione nel campo della diffusione del Diritto Internazionale Umanitario, dell’educazione, dell’intervento in emergenza, della tutela della salute e della prevenzione e nelle tante attività socio-assistenziali. Ogni persona ha una storia e Croce Rossa italiana, nata il 15 giugno 1864, da oltre 150 anni è ovunque per chiunque.

Croce Rossa Italiana, in acronimo CRI, dal 2016 ufficialmente Associazione della Croce Rossa Italiana, è un’Organizzazione di Volontariato componente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale e operante nel territorio italiano.

Quali sono le principali attività e qual è stato il ruolo di CRI durante la pandemia da Covid-19 e il supporto in Ucraina dall’inizio del conflitto?

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Rosario Valastro, vicepresidente della Croce Rossa Italiana.

Rosario Valastro

Com’è strutturata l’organizzazione?

La CRI ha tre livelli territoriali: nazionale, regionale, e locale, con 664 Comitati, circa mille sedi, e oltre 150mila Volontari su tutto il territorio nazionale.

Croce Rossa Italiana, una storia lunga oltre 150 anni. Quali sono i principi e i valori umanitari sui quali si fonda l’associazione?

Tutta l’azione della Croce Rossa Italiana è ispirata e si fonda sui sette Principi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità. Nata sui campi di battaglia, continua la sua opera in vari ambiti avendo come obiettivo la difesa e l’affermazione della dignità umana.

Sono oltre 150 mila i volontari di Croce Rossa Italia e la loro formazione è un fondamentale. Com’è organizzata?

La formazione è organizzata per step e risponde a criteri di efficacia e professionalizzazione del volontario per andare incontro ai bisogni delle persone più vulnerabili e per rispondere in maniera adeguata, ad esempio, nelle emergenze, ma anche nelle situazioni di vulnerabilità sociale di ogni giorno. La CRI possiede un catalogo di oltre 200 corsi per venire incontro a tutte le esigenze formative dei Volontari, ed in tutti gli ambiti di intervento dell’Associazione.

Codice del Terzo Settore. Qual è stato il ruolo di Croce Rossa Italiana nel processo di riforma del Terzo Settore e nella costruzione del nuovo testo? Tra le novità anche l’iscrizione dell’Associazione al nuovo Registro degli Enti del Terzo Settore in qualità di “Organizzazione di Volontariato”…

Il nostro è stato un ruolo attivo, di partecipazione ad un processo di riforma che ci ha visto ad esempio essere presenti alle audizioni nelle commissioni della Camera e del Senato, ma non solo. Va detto che qualsiasi norma che valorizzi il volontariato in quanto tale è ben accetta soprattutto a tutela dei beneficiari e dell’intero sistema. Ma questa riforma è stata per noi anche un completamento naturale dell’iter di riforma e di riordino che abbiamo vissuto con la trasformazione della Croce Rossa Italiana da ente pubblico ad associazione di volontariato.

Croce Rossa italiana tutela e promuove l’educazione universale alla salute e alla sicurezza delle persone. In che modo?

In tutti i modi, a cominciare dal renderci operativi nella formazione nelle scuole e attraverso campagne di informazione su argomenti che pongono al centro la tutela della salute dell’uomo. Il nostro è un impegno a 360 gradi che va, appunto, dalla sensibilizzazione attraverso campagne di prevenzione alla loro diffusione in convegni, momenti istituzionali, attività di piazza e comunicazione, sia nella stampa sia nei social network.

Com’è cambiata la vostra attività negli ultimi 2 anni a causa della pandemia da Covid-19?

È cambiata in modo immediato perché siamo stati in prima linea a supporto del servizio sanitario nella cura e nella prevenzione dal contagio. Poi con quella che abbiamo chiamato la seconda pandemia, ovvero l’emergenza economico-sociale scaturita, mettendo in campo attività che hanno come obiettivo aiutare chi è stato più colpito dall’aumento dei bisogni di base. La pandemia ha portato a rivedere le urgenze. Tutto è stato molto più improntato alla tutela della salute e dei più vulnerabili. Ma in tutta questa situazione di crisi abbiamo saputo anche cogliere un’opportunità, ad esempio aumentando la digitalizzazione delle procedure, cercando di non subire un cambiamento obbligato dovuto al distanziamento sociale. In questo senso è aumentata ulteriormente, ad esempio, la nostra capacità di fare formazione on line.

Quali sono stati e quali sono i vostri interventi dall’inizio del conflitto in Ucraina?

L’emergenza Ucraina ci ha visto e ci vede operativi nell’invio di aiuti umanitari, ma anche nel soccorrere le persone più fragili attraverso alcune missioni di evacuazione che ci hanno consentito di portare in Italia persone con gravi disabilità. Quello della Croce Rossa Italiana è un vero e proprio ponte umanitario per il quale siamo impegnati sin dall’inizio del conflitto, in coordinamento con la Croce Rossa Ucraina e con le altre Consorelle dei paesi confinanti. Un impegno corale che dimostra, ancora una volta, quanto sia importante il volontariato anche in situazioni di crisi così drammatiche.

L’8 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa 2022. Quanto e perché è importante questa ricorrenza?

La ricorrenza ricorda, e non solo a noi ma all’opinione pubblica più generale, che c’è stato un momento in cui è stata lanciata un’idea rivoluzionaria, secondo cui la dignità dell’uomo è stata messa davanti a tutto. Anche durante le guerre. Utilizzando la data di nascita del nostro fondatore, Henri Dunant, ricordiamo quello che fa la Croce Rossa nelle periferie delle città, nelle isole, ovunque ci sia sofferenza. In questi contesti, la nostra bandiera che sventola significa una sola cosa: mettere l’essere umano sempre al primo posto.

Fonte: Health Online

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